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Storia 2018-02-03T14:17:30+00:00

RICORDO DI UN’IMPRESA

Solo quando mio Zio ci lasciò, nell’ormai lontano 1988, vidi per la prima volta le foto relative alle sue imprese sportive. Ben presto, stimolato anche dai racconti di mio padre, mi convinsi che era necessario far in modo che tali memorie non andassero perse e così decisi di impegnarmi a ricostruire la sua carriera sportiva.
La grande modestia di mio Zio mi complicò non poco la vita, infatti mai si era vantato con me delle sue gesta, per cui le mie conoscenze del suo passato sportivo erano praticamente nulle.
All’epoca, all’inizio degli anni 90, quando ero poco più che ventenne, partii con una gran buona intenzione, ma ben presto mi resi conto che molto più complesso sarebbe stato renderla concreta. Da un lato, ero molto persuaso dalla voglia di conoscere la storia sportiva di mio Zio, ma dall’altro, alcuni avrebbero potuto pensare che stessi rivangando un passato ormai molto lontano.
La spinta decisiva ad iniziare realmente l’opera di ricerca, fu una frase di quei pseudo filosofi che compaiono in televisione che diceva più o meno: “chiunque scompare, scompare solo se è dimenticato da coloro che gli stavano vicino”. Mi convinsi che ero nel giusto e non avrei dovuto aver timore di ferire nessuno; avrei potuto fare ciò che avevo in mente perché ciò significava semplicemente voler bene allo Zio e in qualche modo renderlo immortale.

Da quel momento iniziò la parte tecnica della ricerca; inizialmente catalogai le fotografie, cercando di identificare le moto, le gare, i circuiti, spesso aiutato da mia zia, mio padre e dalle mie cugine. In certi casi l’identificazione fu semplice, in altri più complessa, in altri ancora impossibile. Le informazioni che riuscii a raccogliere nelle prime fasi però non erano sufficienti, così pensai che rileggendo i quotidiani dell’epoca sarebbe stato possibile recuperare un maggior numero di notizie e forse maggiormente dettagliate. Per fare ciò, per qualche mese frequentai, con una certa regolarità, la Biblioteca Augusta, dove grazie all’opera di rilettura del quotidiano “La Nazione” raccolsi materiale aggiuntivo rispetto a quello già in mio possesso. A quel punto, occorreva poter investigare giornali specializzati dell’epoca dai quali speravo di trovare foto, analisi delle gare, ecc. Quando ormai la ricerca mi appariva arenata, avvenne l’incontro con il Sig. Franco Sabatini. Lui, grande appassionato di motociclismo, pilota e meccanico esperto, mi parlava del suo archivio come di una cosa normale, mentre per me stava diventando una fonte inesauribile di notizie. Grazie alla sua grande disponibilità e aiuto potei raccogliere quelle informazioni mancanti che mi hanno permesso di ricomporre, quasi completamente, il mosaico della carriera dello Zio.

La carriera sportiva di Enio Ambrosi iniziò il 6 luglio 1952 nel circuito di S. Egidio; un esordio strepitoso in sella ad una Moto Rumi 125 cc, oltre alla vittoria, infatti quel giorno lo Zio festeggiava anche il suo ventunesimo compleanno.
Già dall’anno successivo cominciò a partecipare a gare di risonanza nazionale, come il Motogiro e la Milano Taranto. Partecipò con costanza alle competizioni che si svolgevano in Umbria o nelle regioni limitrofe, Lazio, Marche, Toscana. Poi, dopo un periodo vissuto alla Moto Perugina, nel quale il risultato di maggior valore fu sicuramente il terzo posto al Motogiro del 1956, decise di passare alla Motobi, con la quale nel 1959 si laureò Campione d’Italia Juniores nella classe 175 cc. Nel 1960 subì un incidente a causa del quale non poté partecipare alle gare d’inizio stagione. Solo nel 1961 riuscì a raggiungere la Moto Morini con la quale ottenne diverse buone prestazioni. Dal 1962 le partecipazioni alle competizioni si fecero via via più sporadiche per concludersi nel 1969 al Circuito di Castiglion del Lago.

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